СИМВОЛИЗМ
О ХУДОЖНИКЕ
ГАЛЛЕРЕЯ
ИЛЛЮСТРАЦИИ
Медиа
КАТАЛОГИ И ИСТОРИИ
АВТОРСКИЕ СУВЕНИРЫ
Ru
En
It
КОНТАКТЫ
Cataloghi e opuscoli
Sfoglia
Sfoglia
La storia di come mio padre mi ha resa un'artista
Due lettere su ogni immagine
Mio padre era una persona creativa dal talento immenso. Padroneggiava sia la grafica che la pittura, era un intagliatore di legno, uno scultore e anche un designer; realizzava progetti per macchinari industriali, attrazioni per bambini e intere aree verdi. Proprio nel momento in cui iniziò la Perestrojka, concluse e consegnò il progetto per il Parco Gorkij di Mosca: ricordo ancora il plastico con l'asinello che trainava un carretto pieno di bambini e una città incantata per gli uccelli sul laghetto. All'epoca, quel parco sembrava qualcosa di incredibile ma, purtroppo, è rimasto solo un modello.
Io sono cresciuta circondata da tutta questa creatività fin dalla primissima infanzia. Papà intagliava per me delle vere brigantine in legno; come mi invidiavano i ragazzini quando, in primavera, lanciavano nei ruscelli le loro scatole di fiammiferi mentre io affidavo alle onde un vero veliero da fiaba. Insieme a lui costruivo castelli e palazzi incantati con i fiammiferi e andavamo a dipingere all'aperto. Quando mi portava con sé a fare schizzi allo zoo, davanti alla gabbia delle scimmie lui disegnava un babbuino, mentre io, seduta sul mio sgabellino, ritraevo una tartaruga.
Quando lavorava in casa, io disegnavo accanto a lui. Commentava le mie creazioni e mi dava consigli. Ricordo con dolcezza quelle sere in cui tirava fuori dall'armadio i cataloghi dell’arte di Levitan o Vrubel' e mi raccontava dei pittori e di come nascevano i loro quadri. Così, fin da bambina, ho imparato perfettamente come si costruisce la composizione e la prospettiva. E quando andavo al museo, con aria sapiente, ammiravo il "colorito" attirando folle di visitatori entusiasti. Papà incoraggiava ogni mia ricerca creativa e, quando avevo solo dieci anni, organizzò la mia prima mostra. Tra i visitatori c'erano molti artisti e conservo ancora il libro degli ospiti con i loro commenti sul mio talento.
Naturalmente papà è stato il mio maestro: ricordo ancora quando mi spiegava che la linea in un disegno deve "cantare", ora facendosi più forte, ora svanendo. Anche il simbolismo nei miei quadri deriva da lui. Non è più con me da molti anni, ma lo sento sempre vicino. Gli sono infinitamente grata per tutto ciò che mi ha insegnato e per l'amore verso l'arte che mi ha lasciato in eredità.
My father, Vitaly Evstigneev, was an artist. It was he, who taught me the basics of composition and perspective. Dad believed in me. I remember his lessons: "The line must sing," he would say, "now becoming strong, now almost vanishing." And the symbolism that later appeared in my own paintings—that is also his school. He also created my logo – two letters, E and D (Evstigneeva Daria), inspired by his own monogram of E and V. This logo, like a talisman, is present on all my works.
In honor of my father, I took the creative pseudonym “Daria de Vital”, where Vital refers to the name Vitaly. And to the question of why I live in Italy, I answer with a joke: my full name is Daria Vitalievna (V Itali evna). Where else I should live?
Speaking Art
Daria de Vital is the artistic pseudonym of Daria Ozerova
© 2025 SpeakingArt. Privacy Policy
Made on
Tilda