"Dialogo Silenzioso": alla Biblioteca del Museo Michetti di Francavilla al Mare è stata inaugurata la mostra simbolista di Daria de Vital
Il 28 maggio, presso la biblioteca del Museo Miceti (Francavilla al Mare), è stata inaugurata la mostra personale "Dialogo silenzioso" dell'artista russa Daria de Vital. L'esposizione resterà aperta fino al 5 giugno.
L'inaugurazione ha riscosso un grande successo: i visitatori hanno mostrato vivo interesse per le tematiche simboliche delle opere e hanno rivolto numerose domande all'artista, partecipando attivamente al dialogo.
Al posto delle solite pareti bianche, scaffali pieni di libri. La sala della biblioteca ha permesso di realizzare l'idea di esporre i quadri sullo sfondo dei libri, sottolineandone il contenuto simbolico.
I quadri di Daria non si prestano a una visione superficiale, sono realizzati in stile simbolista e richiedono un'attenta "lettura". Per la loro intonazione visiva, le opere di Daria de Vital richiamano le tele di René Magritte. Ogni quadro è un sistema di segni: lo spettatore ne ricostruisce gradualmente il significato, come in un puzzle.
Si tratta di dipinti non decorativi che intendono sviluppare un dialogo diretto con lo spettatore e lo inducono a riflettere.
Già all'ingresso il visitatore è accolto dalla composizione «Italia senza maschera». Al centro, una donna-violino che rimanda alle case di moda italiane e all'eredità di Stradivari, mentre il capitello della colonna si trasforma inaspettatamente in spaghetti: una sottile ironia sugli stereotipi culturali.
Accanto si trova un'opera dedicata all'Abruzzo. Il protagonista qui è la maschera Frappiglia, un contadino astuto che, secondo la leggenda popolare, riuscì a battere in una disputa nientemeno che il Diavolo. Egli tiene in mano un vassoio con le principali attrazioni della regione, e l'intera scena si svolge circondata da trabocchi, mare, montagne, colline e, naturalmente, arrosticini. Queste opere danno il tono all'intera mostra: leggere, ironiche, ma allo stesso tempo ricche di significati nascosti che l'artista invita a svelare, «leggendo» ogni dettaglio come la pagina di un libro.
In questo dipinto, una rosa delicata, a uno sguardo più attento, si trasforma in un'orchestra di strumenti musicali. Sopra di essa, due mani si intrecciano in un gesto d'impulso, i cavi elettrici sottolineano la tensione, mentre i profili immobili di un uomo e una donna sembrano intrecciare un dialogo silenzioso. Nastri colorati incorniciano la composizione e, in basso, si intravedono sagome di case: un richiamo al fatto che la passione accade nella vita di ognuno di noi.
Le sue opere affrontano temi attuali e vicini a tutti: la vita e le scelte che facciamo, il destino, la guerra come tragedia della contemporaneità, l'amore, il passato e il futuro — tutto ciò che riguarda ciascuno.
I quadri raccontano le loro storie e, a volte, pongono domande scomode. Così, l'opera «Vita» raffigura delle cascate e delle persone che hanno atteggiamenti diversi nei confronti della vita: qualcuno osserva passivamente da lontano, qualcuno cerca di governare il proprio destino, e qualcuno si getta nel torrente impetuoso. La tela sembra chiedere allo spettatore: «E tu, come ti rapporti alla tua vita?» — una domanda che non tutti hanno il coraggio di porsi.
Allo stesso tempo, il quadro «Passione» mostra i diversi aspetti dell'attrazione. Al centro della composizione c'è una rosa, i cui petali si trasformano in strumenti musicali — simbolo dell'amore per la musica — mentre due mani che si intrecciano in un impeto di passione mostrano l'attrazione reciproca tra le persone. Il grado di tensione è sottolineato dai cavi elettrici.
L'artista ha confessato: «Per ora parlo male l'italiano, quindi mi propongo di comunicare con i miei quadri: hanno molto da raccontare. Vi ricordate l'ultima volta che avete parlato con un quadro? La mostra "Dialogo silenzioso" è un invito al dialogo.»
Proprio Massimo Pasqualone ha definito Daria de Vital «un'artista impegnata», sottolineando che l'artista affronta moltissimi temi — dall'amore al destino, alla guerra, alla vita — utilizzando un simbolismo molto forte.
E ha aggiunto:
«Daria usa dei colori molto belli, molto importanti, che attraggono subito il mistero, con riferimenti alla storia, con riferimenti ai simboli, non solo di questa società, ai simboli della memoria, e quindi utilizza l'arte per trasmettere le sue grandi funzioni, per capire il grande mistero della vita... Ci provano i poeti, ci provano gli artisti, ci provano i musicisti, ci prova il teatro. E ioringrazio Daria tantissimo perché ha accettato questo invito di arricchire questo pomeriggio con una sorta di connubio, di matrimonio tra la pittura e la poesia, anche se è poesia dialettale, poesia per noi di altissimo livello, per noi importantissima. Perché le due arti sono sorelle: sia la pittura che la poesia sono attaccate dalla testa e dal cuore, dalla testa perché impongono un grande ragionamento sul mondo, dal cuore perché ci danno tante emozioni. E le emozioni della pittura rimarranno.»